Rafael Alberti (1902)

AMARANTA

...calzò di vento...
           Gòngora

Biondi, lucidi seni di Amaranta,
limati dalla lingua d'un levriero.
Portici di limoni, fuorviati
dal canale che monta alla tua gola.

Rosso un ponte di riccioli che avanza
fa ardere gli avorii tuoi ondulati.
Curvo, morde e ferisce i denti esangui,
librandoti nel vento che ti innalza.

Dorme la solitudine nel folto,
calza il piede di zeffiro e poi scende
dall'alto olmo al mar della pianura.

Ecco il suo buio corpo che s'accende
e, gladiatrice, come brace impura,
fra Amaranta e il suo amante si distende.



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