Rafael Alberti (1902)

A MISS X, SEPOLTA NEL VENTO DELL'OVEST

Ahi, Miss X: 20 anni!

Coi camiciotti alle finestre,
i parrucchieri
piangono senza la tua chioma
- biondo fuoco reciso -.

Ahi, Miss X, Miss X senza cappello,
alba senza colorini,
sola,
libera,
tu
nel vento!

Non portavi orecchini.

Le modiste, in bianco, ai balconi,
perdute nel cielo.
           - Vediamo!
           Finalmente!
           Che cosa?
           No!
           Era solo un uccello,
           non eri tu
           Miss X giovanina.

Il barman, com'è triste!
(Birra.
Limonata.
Whisky.
Cocktail di gin.)

Hai dipinto di nero le bottiglie.
E le bandiere,
la gioia del bar,
di lutto, a mezz'asta.

E il cielo che non trasmette il tuo radiogramma!

Trenta navi,
quaranta idroplani
e un veliero carico di arance,
van gridando sul mare e fra le nubi.
                                      Niente.

Ahi, Miss X, dove sei?

S. M. il Re del tuo paese non mangia.
Il Re non dorme.
Fuma.
Muore in automobile sulla costa.

Ministeri,
Banche d'oro,
Consolati,
Casinò,
Negozi,
Parchi,
chiusi.

E tu, intanto, nel vento
- ti fan male le scarpe?
Miss X, dei mari
- di', ti fa male l'aria?

Ahi, Miss X, Miss X, che noia!
Sbadiglio.
         Addio...
                - Good bye...

(Nessuno pensa più a te. Le farfalle
d'acciaio,
con le ali mozze,
bruciano l'aria,
fisse sopra le dalie
mobili dei venti.
Sole giustiziato sopra la sedia elettrica.
Luna carbonizzata.
Timore dell'orso bianco dell'inverno.

Divieto.
Proibita la caccia
Marittima, celeste,
per ordine del Governo.

Nessuno pensa più a te, Miss X giovanina.)




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