Giuseppe Conte (1945)

[TE LO RICORDI, INFEDELE, QUEL MATTINO]

Te lo ricordi, infedele, quel mattino
che dormivamo nudi vicino

e un sole più che orientale
salendo veloce le scale

bussò ai nostri vetri e ci svegliò?
Te lo ricordi, infedele, o no?

Il primo raggio forte, sereno,
si infranse alla sommità del tuo seno

così scoppiò per un istante
un vortice di luce inondante

da te, da noi, eco del fuoco disperso
di quando cominciò l'universo;

come se due che hanno fatto l'amore
fossero madri di tutte le aurore.






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