Amai vicino, or ardo, e le faville
porto nel seno onde s'infiamma il foco;
e non l'estingueria tempo né loco
ben ch'io cercassi mille parti e mille:
ché nel vago pensieri, luci tranquille,
più l'accendete e a voi di ciò cal poco,
e le mie piaghe ancor prendete a gioco
con quella bianca man che sola aprille.
Né lontananza oblio m'induce al core,
ne' più colti paesi o i più selvaggi,
ma tenace memoria e fero ardore:
perché v'adombro in lauri, in mirti e 'n faggi:
l'altre bellezze, ove m'insidia Amore,
sono imagini vostre e vostri raggi.
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