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Un anno di poesie - Giugno 2010

Marina CvetaevaAnna Achmatova (1889-1966)


Un sogno

   
Lo sapevo, mi stavi sognando,
non riuscivo per questo a dormire.
Un opaco fanale azzurreggiava
e mi indicava la via.

Tu vedevi il parco della regina,
col suo bianco, frondoso palazzo
e l'arabesco nero dei cancelli
agli ingressi sonanti di pietra.

Avanzavi ignorando la strada,
e pensavi: «Più presto, più presto,
o se solo arrivassi a trovarla,
a non destarmi prima di incontrarla».

Ed il guardiano delle belle porte
ti gridò dietro: «Dove vai?».
Scricchiolava, cedeva il ghiaccio,
sotto i piedi l'acqua nereggiava.

«Questo è il lago - tu pensavi -
sul lago c'è un isolotto ... ».
Ma nella tenebra d'un tratto
occhieggiò un bluastro fuoco.

Svegliandoti al chiarore crudo
di un povero giorno, gemesti,
e per la prima volta
mi chiamasti forte per nome.
            
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