Si soffocava per la luce ardente,
ma gli sguardi suoi erano come raggi…
Sussultai appena
ché ammansirmi poteva.
S’inchinò: “dirà qualcosa” pensai.
Dal volto il sangue si ritirò.
Come pietra tombale posi
sulla mia vita l’amore.
Non ami, non vuoi guardare.
Oh, come sei bello, maledetto!
E io non posso involarmi,
io che fui alata dall’infanzia .
una nebbia mi offusca la vista,
cose e persone si confondono…
E solo un tulipano rosso,
un tulipano porti all’occhiello.
Come ordina semplice cortesia,
venne a me, sorrise.
A mezzo tra affabile e indolente
con un bacio mi sfiorò le mani.
E di antiche, enigmatiche immagini
mi fissarono gli occhi…
Dieci anni di palpiti e di gridi,
tutte le mie notti insonni
avevo posto in una calma parola,
e invano la dissi.
T’allontanasti, e di nuovo nell’anima
Si fece chiaro e deserto.
(Poesia scritta da A. Achmatova nel 1914)
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