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12 poesie per un anno - Ottobre 2008

Giambattista Marino (1569-1625)Giambattista Marino (1569-1625)


Lontananza

   
È partito il mio bene,
ho perduto il mio core. Oimè! Qual vita
in vita or mi sostiene?
Lasso! Com'è rimaso
Fosco il sol, negro il cielo!
Il dì di giunto a l'occaso,
Amor fatto è di gelo.
Duro partir, che mai l'alma partita, chi ti disse "partire"
Dovea con più ragion dirti "morire"

Oh Dio! Quel dolce "a Dio"
Che piangendo mi disse, a cui piangendo
"a Dio" risposi anch'io,
deh! Come de la spoglia
l'anima non divise?
E come per gran doglia
La vita non uccise?
Alma e vita io non ho, poiché, perdono
Il mio dolce conforto,
"a Dio" dirgli ho potuto e non son morto.

Morto non sono ed ardo
Lontan dal  foco mio, dal caro foco
Di quel celeste sguardo;
e quanto è men da presso
la fiamma ond'io languisco,
dal grave incendio oppresso
più moro e 'ncenerisco.
Il foco, ahi no! Che, per cangiar il loco,
da me non si disgiunge;
sol la cagion del foco è  da me lunge.
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