GIF - Home




12 poesie per un anno - Febbraio 2006

Gaspara StampaGaspara Stampa (1523 - 1554)


Voci

     
Poi che m'ha reso Amor le vive stelle,
che mi guidano al ciel per dritta via,
e ne le molte mie gravi tempeste
m'hanno mai sempre ricondotta in porto
di questo chiaro e fortunato mare,
ch'indarno turban le procelle e i venti;
udite, benigne aure, amici venti,
e voi, occhi del cielo, ardenti stelle;
mentre qui sovra questo altero mare,
da la mia lunga e faticosa via,
la mercede d'Amor, tornata in porto,
lodo di lui gli strazi e le tempeste.
Voi, voci, voi, sospir, voi le tempeste
ste, voi ste i graziosi venti,
che dimostrate poi s dolce il porto,
quando il sol arde e quando ardon le stelle;
voi ste la sicura e dritta via,
che ci guidate de' diletti al mare.
Qual d'eloquenzia fia s largo mare,
e s scarco di nubi e di tempeste,
che possa dir senza arrestar fra via,
mentre stan quete le procelle e i venti,
la gioia che mi dan le mie due stelle,
or c'hanno il mio signor ridotto in porto?
Dolce sicuro e grazioso porto,
che del mio pianto l'infinito mare
m'hai acquetato al raggio de le stelle,
ch'ovunque splendon fugan le tempeste,
s ch'io non posso pi temer ch'i venti
turbin s cara e dilettosa via!
Menami, Amor, omai per questa via,
fin che quest'alma giunga a l'altro porto,
ch'io non vo' navigar con altri venti,
n di questo cercar pi largo mare,
n nel viaggio mio vo' ch'altre stelle
mi sieno scorte, e sgombrin le tempeste.
Aspre tempeste ed importuni venti
non m'impediran pi del mar la via,
or che le stelle mie m'han mostro il porto.
			
Stampa la poesia«« Formato stampabile
 Precedente : poesia di Gennaio 

 

GIF - Home
Sfondi pc Eros Racconti GIF Animate Sessorale Donne Mature Poesie Manga Belle Donne