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12 poesie per un anno - Giugno 2006

Vincenzo CardarelliVincenzo Cardarelli (1887-1959)


Amore

     
Come chi gioia e angoscia provi insieme 
gli occhi di lei così m'hanno lasciato. 
Non so pensarci. Eppure mi ritorna 
più e più insistente nell'anima 
quel suo fugace sguardo di commiato. 
E un dolce tormento mi trattiene 
dal prender sonno, ora ch'è notte e s'agita 
nell'aria un che di nuovo. 
Occhi di lei, vago tumulto. Amore, 
pigro incredulo amore, più per tedio 
che per gioco intrapreso, ora ti sento 
attaccato al mio cuore (debol ramo) 
come frutto come geme. 
Amore e primavera vanno insieme. 
Quel fatale e prescritto momento 
che ci diremo addio 
è già in ogni distacco 
del tuo volto dal mio. 
Cosa lieve è il tuo corpo! 
Basta ch'io l'abbandoni per sentirti 
crudelmente lontana. 
Il più corto saluto è fra noi due 
un commiato finale. 
Ogni giorno ti perdo e ti ritrovo 
così, senza speranza. 
Se tu sapessi com'è già remoto 
il ricordo dei baci 
che poco fa mi davi, 
di quel caro abbandono, 
di quel folle tuo amore ov'io non mordo 
se sapore di morte.
			
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